Noi viaggiatori, passando attraverso l’autunno della vita, diretti alla, ancora lontana, linea del tramonto, cerchiamo di ricoprire ruoli attivi, di pari passo con la durata della vita biologica che è aumentata notevolmente rispetto ai tempi dei nostri nonni. È naturale, quindi, il nostro aumento demografico con il nostro buono stato di salute. Gli impegni quotidiani ci permettono di attraversare luoghi fantasiosi dove facciamo soste con permanenza di breve o di lunga durata, passando attraverso l‘autunno, vediamo, conosciamo, impariamo, esploriamo. Naturalmente si impone una verifica al concetto di maturo che non lavora e si emargina concentrandosi sulla sua esistenza sempre meno vitale. Il miglioramento delle condizioni di lavoro,dell’alimentazione, dello svago, il condurre una realtà dinamica e un’esistenza piena di stimoli e novità ci accordano la volontà di continuare ad essere produttivi, informati e partecipi alla vita.
Il crepuscolo non è un destino individuale o un fenomeno psicosociale, ne un condizionamento ambientale o generico di modo che imparare ad usare il computer è stato uno dei mezzi per godere meglio il viaggio lungo i sentieri dell‘autunno della vita, tenendo impegnato il cervello in attività sempre nuove e stimolanti.




