
Procedevo spedita lungo il viottolo acciottolato, volevo restare da sola, immeggermi nelle grandi quantità di colori dell'inizio d'autunno, assaporare l'odore del muschio reso tiepido dai primi fasci luminosi del sole. Non ero predisposta all'incontro sorprendente che mi attendeva. di certo meditavo per i fatti miei e non avevo desiderio di articolare parole con alcuno. Quando all'improvviso, un frusciare di foglie e dal folto del bosco un bel cerbiatto era li davanti a me, si lasciò vezzeggiare, e baciata la mia mano scomparve nella macchia.
Sono passate tantissime, stupende, stagioni, tuttavia siffatto abboccamento sussiste sempre limpido nella mia mente. Spesso mi sono domandata se era un reale cerbiatto o una creatura celeste discesa dalla volta del cielo.



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